Deir al-Balah, Gaza – Qui, dove i dettagli della vita quotidiana si intrecciano con le ombre di una realtà complessa, la città ha vissuto pochi giorni fa una svolta elettorale che ha riaperto le porte alla partecipazione locale dopo una lunga interruzione durata circa 21 anni. Le elezioni sono state descritte come una ennesima prova della capacità della comunità di esprimere le proprie priorità, in un contesto politico e umanitario difficile nella Striscia di Gaza. Tra seggi elettorali e tassi di affluenza variabili, questo momento è emerso come un evento locale con implicazioni più ampie che vanno oltre la dimensione del comune, e si estendono alla presenza politica e al futuro della governance locale.
È stata la Commissione Elettorale Centrale Palestinese, con sede in Cisgiordania, ad assumersi la responsabilità di organizzare e supervisionare il processo in varie aree, compresa la Striscia di Gaza. Per garantire uno svolgimento professionale e ordinato delle elezioni, la commissione si è coordinata con diverse istituzioni locali, richiedendo la nomina di personale che prendesse parte alla gestione della giornata elettorale da parte di organismi quali l’Ordine degli Avvocati e il Ministero dell’Istruzione.
Questi partecipanti hanno svolto una vasta gamma di compiti sul campo, tra cui la registrazione dei nomi degli elettori, l’organizzazione del loro ingresso nei seggi elettorali, l’assistenza nelle procedure di verifica, la documentazione del processo attraverso la fotografia, nonché il supporto agli aspetti organizzativi e di sicurezza all’interno dei centri.
La collaborazione comunitaria ha garantito il successo del processo elettorale e ha contribuito a rafforzare la fiducia nella sua trasparenza e nelle sue procedure, poiché si è basata sul coinvolgimento di istituzioni civili e professionali, nella gestione di una giornata elettorale delicata e importante.
D’altra parte, diversi candidati e liste elettorali a Deir al-Balah hanno espresso le loro posizioni e i loro programmi durante la giornata elettorale, sottolineando che la loro partecipazione rientra nel servizio alla comunità locale e nel miglioramento delle condizioni municipali. Hanno indicato che le loro priorità si concentrano sullo sviluppo delle infrastrutture, sul miglioramento dei servizi idrici e fognari, sul potenziamento della pulizia pubblica e sul sostegno a progetti che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone. Hanno inoltre sottolineato l’importanza della collaborazione con la comunità locale e le varie istituzioni per garantire l’attuazione di programmi realistici e applicabili, considerando che queste elezioni rappresentano un’opportunità per riattivare il ruolo dei comuni in modo più forte ed efficace, nonostante le difficili condizioni che la Striscia di Gaza sta attraversando.
La fiducia personale come primo motivo di scelta
Intervisto alcune persone per capire come hanno orientato le proprie scelte. Molte sono state indirizzate dalla conoscenza personale dei candidati. L’insegnante Omar Al-Jabali, per esempio, dichiara di aver votato per un candidato che conosce direttamente, sia a livello personale che professionale. La conoscenza pregressa di lui gli ha dato un senso di fiducia nella sua capacità di assumersi la responsabilità e di essere all’altezza della fiducia riposta in lui se dovesse vincere il seggio comunale.
Al-Jabali ha aggiunto che la sua decisione non è stata casuale né basata esclusivamente sulle promesse elettorali, ma piuttosto sull’esperienza e sulla familiarità con la persona che ha scelto, considerando che la “fiducia personale” gioca un ruolo importante in tali processi elettorali locali, specialmente quando l’obiettivo principale è servire la comunità e migliorarne le condizioni quotidiane. Ha inoltre osservato che spera che questa scelta si traduca in un lavoro concreto che si rifletta positivamente sulla vita delle persone, attraverso l’impegno alla responsabilità e alla trasparenza qualora dovesse assumere le funzioni comunali.
Migliorare la vita mentre manca tutto
Un altro cittadino, Mohammed Qandil, mi spiega di essersi recato alle urne per votare uno dei candidati sulla base della sua convinzione nelle sue idee e nel suo programma elettorale, incentrato sul miglioramento dei servizi essenziali all’interno della città. Ha spiegato che la sua decisione è stata il risultato di una valutazione delle priorità della fase attuale, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture, i servizi idrici e la pulizia pubblica, che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone.
Le elezioni, ha aggiunto, offrono alle persone l’opportunità di scegliere coloro che ritengono in grado di rispondere alle loro reali esigenze. Le speranze sono riposte nell’attuazione delle promesse fatte sul campo una volta concluso il processo elettorale. Ha inoltre sottolineato l’importanza di monitorare l’operato dei consigli locali, per garantire risultati tangibili a servizio dei residenti e alleviare le loro sofferenze quotidiane.
La mia prima esperienza, tra realtà e speranza
Per quel che mi riguarda direttamente, è la prima volta che assisto a elezioni di questo tipo, dato che ho 23 anni. È stata un’esperienza diversa per me e mi ha suscitato molte emozioni, tra curiosità e interesse. Seguire da vicino il processo di voto, specialmente dopo la guerra e le difficili condizioni che la Striscia di Gaza ha attraversato, mi ha dato un’impressione più profonda del significato della partecipazione e dell’importanza di scegliere persone capaci di assumersi responsabilità e di lavorare all’interno di questa complessa realtà.
Vedere le persone recarsi ai seggi elettorali e partecipare al processo elettorale mi ha dato la sensazione che ci sia un reale desiderio di cambiamento e di riorganizzazione della vita pubblica, anche se in modo graduale e lento. Queste elezioni, nonostante tutte le sfide, mi hanno dato motivazione e speranza che la vita a Gaza possa migliorare nel tempo, soprattutto con la presenza di persone considerate competenti e capaci di servire seriamente la comunità.
Un momento diverso, dopo anni di guerra, che mi ha fatto credere che il cambiamento è possibile, ma richiede tempo, partecipazione reale e scelte consapevoli da parte delle persone.
Al termine di questa giornata elettorale, le elezioni di Deir al-Balah rimangono una pietra miliare locale che va oltre i semplici numeri e risultati. Esse riflettono il desiderio delle persone di partecipare e riorganizzare i dettagli della loro vita quotidiana nonostante le difficili circostanze. Tra le opinioni degli elettori, i programmi dei candidati e le esperienze sul campo, diventa chiaro che questo processo elettorale ha creato un piccolo spazio di speranza e un nuovo tentativo di far rivivere il ruolo locale nella gestione degli affari pubblici.
Nonostante le grandi sfide che la Striscia di Gaza deve affrontare, questo momento apre la porta a interrogativi sul futuro e sulla capacità delle istituzioni elette di trasformare le promesse in una realtà tangibile al servizio dei cittadini. In definitiva, la partecipazione stessa rimane un passo significativo e un messaggio che la vita pubblica sta ancora cercando la sua strada verso la stabilità e il miglioramento, anche se in modo graduale e lento.

Traduttrice e scrittrice di Gaza. Collabora con diverse riviste fra cui Kritica e il manifesto.


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