A Gaza gli abitanti provano a rimettere in piedi case e vite tra le macerie, ma Israele blocca aiuti e materiali per la ricostruzione.
Archivio: Eman abu Zayed
A Gaza viviamo una realtà sdoppiata e lacerata. Una superficie di nuovi caffè e attività che riprendono vita. Dietro, il collasso.
Da qui, da Gaza, sapere che la Flotilla è in viaggio è un modo per sentirci meno soli, e che l’assedio che subiamo non ci isola dal mondo.
Le elezioni a Gaza, le prime dopo 22 anni e un genocidio, dicono che desideriamo riprenderci in mano il futuro.
Il 17 aprile è la Giornata dei prigionieri palestinesi. Eman Abu Zayed racconta alcune fra le loro storie.
Il movimento BDS è nato nel cuore della società palestinese, ed è in Palestina, a Gaza in particolare, che ritrova la sua ragione di esistere.
L’agricoltura di Gaza è al collasso: oltre il 90% dei terreni è distrutto o improduttivo. La crisi ambientale ed economica durerà decenni.
Le storie delle famiglie sfollate in Libano riecheggiano ciò che noi palestinesi di Gaza abbiamo vissuto e continuiamo a sopportare.
Quasi tutto il patrimonio librario di Gaza è andato distrutto, ma molte persone hanno fatto di tutto in questi anni per proteggere i libri.
A Gaza oltre 280 mila abitazioni sono distrutte. Israele produce malattie e assideramenti, non lasciando entrare nuove tende né container.
