I cittadini di Parma pronti a protestare contro l’EOS: non più ufficialmente una fiera delle armi, ospita ancora grandi aziende che le producono.
Archivio: Mobilitazioni
Notizie sulle mobilitazioni nazionali e internazionali più interessanti del momento.
L’acciaio militare viaggia verso Israele passando da Gioia Tauro? Il 18 marzo la Guardia di Finanza ha ispezionato i container sospetti.
Il progetto di remigrazione è un attacco di classe ai lavoratori. La miglior risposta sta in esperienze radicali come a Prato e in Toscana.
Il Comitato europeo per i diritti sociali ha accolto il ricorso di USB contro la legge italiana e le limitazioni del diritto di sciopero.
Il “capolarato digitale” è sotto i riflettori del Tribunale di Milano. È ora di una lotta generale contro un intero sistema di sfruttamento.
Un’attivista della Freedom Flotilla riflette su come sia difficile per i movimenti solidali non riproporre dinamiche coloniali e autocentrate.
Una parte dei movimenti antagonisti vede nello scontro una prova di autenticità politica. È una radicalità funzionale al sistema che combatte.
Da Massa Carrara a Pisa e oltre, gli episodi di criminalizzazione del dissenso si susseguono: l’intento è trasformarlo in una patologia sociale.
Le preoccupazioni per qualsiasi implicazione geopolitica delle vicende d’Iran non posso essere fatte pesare sul popolo iraniano.
L’attacco sul Venezuela è un tentativo di restaurare l’egemonia politica globale. La risposta necessaria è una sfida alle strutture di potere.
Nonostante i tentativi di piegarle ad agende geopolitiche, le proteste attuali in Iran riguardano in primis il lavoro e i mezzi di sussistenza.
A Prato, i lavoratori migranti di uno dei distretti produttivi più importanti d’Italia iniziano a essere avanguardia di lotte sindacali su tutti i settori.
Mentre il futuro di Repubblica è più che mai incerto, per i giornalisti si tratta di riscoprire il conflitto. Dialogo con Matteo Pucciarelli.
Attorno alla complicità con Israele sta sorgendo una nuova Italia autoritaria, che perseguita soprattutto palestinesi e immigrati arabi (per ora).
Mobilitazioni in aumento per la liberazione di Mohamed Shahin, tra appelli pubblici e richieste di giustizia.
Si torna in piazza per la Palestina: enorme corteo a Roma. A Milano, i manifestanti hanno richiesto con forza la liberazione dell’imam Shahin.
I lavoratori dello stabilimento di Grottaglie di Leonardo SpA hanno lanciato una sfida all’azienda: stop all’economia del genocidio.
Il porto di Taranto nelle scorse settimane è diventato un simbolo di resistenza civile contro il genocidio, grazie alle mobilitazioni per bloccare la petroliera Seasalvia.
Al Quarticciolo il governo applica il Modello Caivano e si produce in parate di propaganda militarista. Gli abitanti autorganizzati non ci stanno.
La seconda ondata di imbarcazioni per Gaza, composta da Freedom Flotilla e Thousand Madleens, trasporta medici e giornalisti.
Sta trionfando l’israelizzazione: l’appartenenza alla tribù come unica soggettività di rilievo da cui discendono le libertà di cui concesse.
Una manifestazione per la Palestina libera così imponente in Italia, forse, non si era mai vista in tutta la storia.
Intervista a Omar Barghouti, fondatore del movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions), in Italia per il ventennale della rete.
Lo sciopero generale indetto dall’Unione sindacale di base contro il genocidio dei palestinesi ha dato vita a una giornata storica.
La Global Sumud Flotilla è in partenza per Gaza. Trasporterà in mare il meglio e il peggio dei movimenti civili europei.
Il volontario barese Tony La Piccirella racconta la detenzione in Israele, la falsità propagandistica del regime, e il valore delle mobilitazioni.
Intervista a Robert Suberi, a bordo della nave Handala della Freedom Flotilla Coalition, in missione di aiuto civile umanitario verso Gaza.
Serve approdare a Gaza in decine di migliaia, a bordo di centinaia di imbarcazioni, per salvare la vita di bambini, donne e uomini allo stremo.
L’afflato dei movimenti no-global oggi rivive nelle iniziative di Greta Thunberg e dei suoi compagni, ma in Italia siamo ancora impantanati.
Di fronte all’escalation bellica la società iraniana in rivolta non si è paralizzata. Condannano Israele ma non si allineano al regime islamico.
