In questo articolo per Tribune del 1946, Orwell esplora con ironia il mestiere impossibile del recensore di libri nell’editoria post-guerra.
Archivio: Anna Martini
Un saggio critico di Orwell sulla figura di Gandhi, scritto nel 1949, rimette al centro ancora una volta grandi nodi del presente.
Su Tribune, il 14 dicembre 1945, George Orwell pubblica un articolo che passerà, così come l’evento da cui prende le mosse, alla storia della cronaca sportiva.…
Orwell riflette sulla giustizia post-bellica e vede la colpevolizzazione collettiva come una scappatoia moralista che prelude a nuovi crimini.
Il primo libro di Orwell, Senza un soldo a Parigi e Londra, è un racconto personale delle condizioni di vita nelle due metropoli negli anni ’30.
In una riflessione letteraria che spazia fra Dickens, Swift, Huxley, Orwell si interroga sul rapporto dei socialisti con utopie e felicità.
Nel capitolo 3 de “La fattoria degli animali”, Orwell racconta la suddivisione del lavoro fra gli animali e l’inizio delle differenziazioni.
Nel 1944, in un articolo su Tribune, George Orwell prende ad esempio Ezra Pound per riflettere sul nesso fra opera e artista.
Orwell analizza con sguardo critico e non indulgente l’opera di Koestler, il cui percorso fu costellato di importanti contraddizioni.
“Il punto è che la relativa libertà di cui godiamo dipende dall’opinione pubblica. La legge non garantisce protezione.”
