sabato 30/05/2026, 13:36

Il Consiglio comunale di Roma ha approvato nei giorni scorsi un progetto di realizzazione di un campus universitario negli ex Mercati Generali, al quartiere Ostiense; il progetto, definito di “interesse pubblico”, prevede che Roma Capitale mantenga la proprietà della superficie interessata, sulla base di una convenzione tra la città e il gruppo privato che gestirà lo studentato. Il gruppo è composto dal fondo di real estate management Hines in società con l’azienda Lamaro Appalti, e la durata prevista della convenzione è di 60 anni. Si tratta della realizzazione di uno studentato privato del valore di 380 milioni che ospiterà 2.056 posti letto, 544 dei quali a prezzi calmierati. Il canone di locazione per i posti “calmierati” sarà pari a 600 euro al mese, servizi esclusi, mentre il canone ordinario sarà pari a 1.200 € al mese.

Un nuovo luogo pubblico, per il profitto privato

Secondo l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia, che ha affidato a un video sulla sua pagina Instagram la presentazione dei lavori, il progetto approvato dall’aula Giulio Cesare sostituisce “al centro commerciale (previsto nel vecchio progetto, nda) lo studentato privato come fonte di ricavo per sostenere i 300 milioni di investimenti pubblici, con i quali, entro 3 anni dal riavvio del progetto, gli ex Mercati dovrebbero trasformarsi in un nuovo luogo pubblico con 38.000 mq di nuove aree verdi e piazze pubbliche, 37.000 mq di parcheggi, 1500 mg di uffici pubblici, 23.000 mq di attività culturali tra cui una biblioteca, una libreria, luoghi per spettacoli ed intrattenimento”. A fronte di cotanta generosità, l’investimento del privato frutterà oltre 1,5 miliardi di euro, solo come ricavato delle locazioni, senza contare gli introiti che deriveranno dall’attività di somministrazione.

Gli studentati privati, nuova frontiera della città senza cittadini

Ma c’è un elemento non secondario che lascia quanto meno perplessi rispetto a questo tipo di investimenti. Già il centro di Roma ha subito un processo di turistificazione che ne ha stravolto la natura, ha espulso i vecchi abitanti e ha reso irriconoscibili intere aree. Al processo di turistificazione incipiente che colpisce la Capitale, agevolato dalla piattaforma Airbnb, si accompagnano processi di gentrificazione nei quartieri popolari, dove il trasferimento dei ceti creativi medio-borghesi ha favorito nel tempo processi di espulsione della popolazione originaria, provocando lo stravolgimento del tessuto sociale di alcuni quartieri della Capitale.

Accanto a questi fenomeni già in corso da anni si aggiunge, ora, la proliferazione degli studentati privati, costruiti senza alcuna valutazione sull’impatto sociale di tali strutture rispetto al contesto sociale dove vengono ubicati. Oltre a questo in via di realizzazione nel quartiere Ostiense, pensiamo alla recente inaugurazione dello studentato “The Social Hub Rome” di viale dello Scalo San Lorenzo, negli spazi dell’Ex Dogana.

Processi di spoliazione

Secondo alcuni ricercatori, gli studentati “costituiscono i pionieri del processo di segregazione socio-spaziale, facendo aumentare il prezzo degli affitti e sfollando la popolazione originaria”, agevolando la una ristrutturazione urbana delle attività commerciali verso le esigenze degli studenti universitari, favorendo la perdita di cultura e coesioni del quartiere dove vengono realizzati (María José Piñeira, Alfonso Fernández-Tabales, Carmen Mínguez, Touristification and studentification. New dialectics of urban segregationn in historical university cities, Science Direct 159, aprile 2025). Di fatto, dietro la maschera dell’interesse pubblico, si cela non solo l’interesse privato di un fondo americano, ma anche un processo di progressiva spoliazione della città dai propri cittadini: vittime secondarie della ristrutturazione capitalista dell’abitare.

CREDITI FOTO: The Social Hub su Facebook.

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