sabato 30/05/2026, 7:37

La motivazione principale che Israele adduce da due anni per impedire l’ingresso e la distribuzione del cibo a Gaza da parte dell’ONU e delle altre organizzazioni internazionali è che Hamas rubi cronicamente gli aiuti alimentari, per poi rivenderli per sostenersi. Ma il New York Times smentisce clamorosamente la tesi utilizzata da Israele per ridurre alla fame 2 milioni di palestinesi, citando fonti dell’esercito israeliano.

Il quotidiano riporta l’opinione di due alti ufficiali militari israeliani a conoscenza della vicenda e di due civili coinvolti secondo i quali l’esercito israeliano non ha mai trovato prove che il gruppo militante palestinese avesse sistematicamente rubato aiuti alle Nazioni Unite, il principale fornitore di assistenza di emergenza a Gaza per la maggior parte della guerra. 

“Per mesi, noi e altre organizzazioni siamo stati trascinati nel fango dalle accuse secondo cui Hamas ci deruba”, ha affermato Georgios Petropoulos, un ex funzionario delle Nazioni Unite a Gaza che ha supervisionato il coordinamento degli aiuti con Israele per quasi 13 mesi di guerra. 

Gli alti funzionari militari e gli altri intervistati dal Times hanno parlato a condizione di mantenere l’anonimato, poiché non erano autorizzati a esprimersi pubblicamente a nome dell’esercito o del governo.

I funzionari intervistati dal Times, dopo aver concluso che Hamas non aveva rubato regolarmente denaro alle Nazioni Unite, hanno raccontato che a metà marzo alcuni membri dell’esercito israeliano si sono incontrati con il consigliere militare di Netanyahu per discutere i piani del governo per un nuovo sistema di aiuti.

La Gaza Humanitarian Foundation

Nel corso dell’incontro, hanno affermato, i funzionari militari hanno espresso preoccupazione in merito all’intenzione dell’agenzia della Gaza Humanitarian Foundation di essere l’unico fornitore di aiuti per tutta Gaza e hanno presentato un piano per espandere il ruolo delle Nazioni Unite in parti di Gaza in cui non si prevede che il gruppo privato operi.

I funzionari militari presenti all’incontro hanno anche suggerito che le Nazioni Unite potrebbero distribuire altri tipi di aiuti che la GHF non distribuisce, come ad esempio le forniture mediche.

Ma, secondo tre persone a conoscenza della questione e secondo i documenti esaminati dal Times, inizialmente il governo ha respinto il piano dell’esercito. Alla fine, quando a maggio l’esercito ha lanciato l’allarme sull’imminente carestia a Gaza, il governo ha cambiato posizione e ha permesso alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni di distribuire aiuti insieme alla GHF.

Ma non in quantità sufficiente da impedire la carestia in corso a Gaza; carestia che sta spingendo alcuni stati europei – fra i quali non c’è l’Italia – ad ipotizzare il lancio di aiuti umanitari dal cielo per alleviare la fame dei palestinesi.

Forse anche in virtù di queste pressioni, Israele ha dichiarato un parziale cessate il fuoco per consentire l’ingresso di camion con aiuti. Rimane tuttora incerto quanto saranno effettivi o quanto si tratti invece di una mossa propagandistica da poter spendere sui tavoli internazionali.

CREDITI FOTO: Moiz Salhi/Middle East Images/ABACAPRESS.COM via ANSA – Un ragazzo palestinese trasporta rifiuti di cartone, probabilmente da utilizzare per cucinare, mentre torna a casa attraverso il corridoio di Netzarim, nel centro di Gaza, con dei pacchi di aiuti ricevuti da un centro di distribuzione gestito dalla Gaza Humanitarian Foundation.

Se hai apprezzato questo articolo o ti è parso interessante, sostieni il nostro lavoro con un contributo libero. Grazie!
Leave A Reply