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La Grande moschea di Gaza, anche detta Grande moschea di Omar, è la più antica moschea archeologica della Striscia di Gaza. È stata distrutta più volte, a partire dall’epoca ottomana. Durante l’ultima brutale guerra israeliana nella Striscia di Gaza è stata, ancora una volta, distrutta e bombardata, nel dicembre 2023. Composta di diverse sezioni, la moschea può ospitare più di tremila fedeli. La sua sala archeologica, al piano inferiore, ha più di duemila anni di storia.
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Per approfondire, leggi l’articolo: “Che cosa significa la distruzione della Grande Moschea di Omar” di Kate Wagner, pubblicato su The Nation il 24 gennaio 2024.
Ecco l’incipit dell’articolo:
“Se guardiamo le immagini di Gaza oggi, a confronto con quelle di città dove abitavano migliaia di persone, tutto ciò che vedremo sono macerie sparse. I resti di case e condomini sono ovunque, ridotti a brandelli irriconoscibili. Negozi, ospedali, scuole, università, edifici religiosi, antichi o nuovi (ormai non fa molta differenza), sono stati tutti ridotti a cumuli di pietra e acciaio irrecuperabili, alcuni bombardati al punto da essere irriconoscibili, leggibili ormai solo nei ricordi di chi li conosceva. C’è una parola per indicare quando edifici e città vengono distrutti nell’ambito di una campagna di pulizia etnica: “urbicidio”. È una tattica usata per assicurarsi che non rimanga nulla a cui tornare, nulla a cui aggrapparsi o a cui essere affezionati. L’obiettivo è una colonizzazione totale del paesaggio, che cancelli tutto ciò che c’era prima.”










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