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Nei mesi scorsi, il comitato popolare “ sa da che parte stare” ha raccolto oltre 16mila firme per inoltrare una delibera di iniziativa popolare al Comune di Roma, chiedendo l’interruzione di tutti i rapporti con da parte dell’amministrazione comunale. Come abbiamo attentamente documentato su fin dall’estate scorsa, la giunta Gualtieri ha mantenuto un atteggiamento ambiguo a dir poco, più propriamente diremmo “complice sperando che nessuno se ne accorga”, nei confronti di Israele in tutti questi anni di genocidio.

Quando il sindaco è stato incalzato a prendere una posizione, come di recente da parte di alcuni studenti liceali, ha negato qualsiasi rapporto e ha chiesto di vedere “le carte” che lo dimostrerebbero. Per questo motivo il comitato ha ora prodotto un dossier, intitolato proprio “Le Carte” e che pubblichiamo integralmente, in cui elenca tutte le e gli affari in corso fra la città e lo Stato d’Israele. È un modo per esigere che innanzitutto il Partito democratico romano, in particolare, oltre che il sindaco in persona, vengano allo scoperto e dismettano qualsiasi ambiguità.

Nel concreto, la richiesta è che la Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare per l’interruzione dei rapporti con lo venga iscritta all’ordine dei lavori e messa immediatamente ai voti dell’Assemblea Capitolina. “In quella sede”, ricorda il comitato, “l’ e ogni singolo Consigliere saranno chiamati a votare secondo coscienza, assumendosi la piena e pubblica responsabilità del proprio voto di fronte alla cittadinanza, all’opinione pubblica e ai trattati internazionali”.


LEGGI IL DOSSIER “Le carte” indirizzato al Sindaco Roberto Gualtieri

Come scritto, i punti su cui i cittadini e le cittadine rivolgono particolarmente l’attenzione sono:

La filiera della rete farmaceutica comunale (Farmacap): La continuità delle forniture commerciali e dei flussi finanziari tra l’Azienda Speciale partecipata al 100% da Roma Capitale e la multinazionale farmaceutica israeliana Teva, i cui prodotti continuano a essere regolarmente distribuiti e commercializzati presso i banconi delle 49 farmacie comunali.

La cooperazione industriale nel settore idrico (ACEA): La persistenza dei canali di cooperazione definiti dal Memorandum d’Intesa tra la multiutility S.p.A. (controllata al 51% da Roma Capitale) e Mekorot, la compagnia idrica di bandiera dello Stato di Israele, strutturalmente implicata nelle politiche di apartheid idrico nei Territori Palestinesi Occupati.

La penetrazione dei capitali coloniali nella rigenerazione urbana (Ex Mercati Generali): L’avvenuto inserimento del fondo texano Hines nella concessione cinquantennale dell’area di che opera con la , colosso finanziario che finanzia direttamente, tramite la controllata Yesodot, l’edilizia coloniale illegale e l’espansione degli in Cisgiordania.



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CREDITI FOTO: Pagina Facebook “Roma sa da che parte stare”

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