Private della salute, senza più spazi per sé, custodi del proprio lutto e di quello comune: le madri di Gaza sono l’emblema della dignità.
Archivio: Cronache da Gaza
Questa categoria contiene le fotocronache e i videoreportage che i nostri collaboratori, in primis il nostro caro collaboratore Hamed Sbeata, riescono a inviarci direttamente da Gaza.
Un laboratorio di disegno e pittura a colori davanti al mare di Gaza. Scoprire cos’ha inventato Noura mi ha donato una speranza.
Aumenta l’urgenza per gli studenti di Gaza che hanno ricevuto borse di studio per l’Italia ma sono ancora bloccati nella Striscia.
1,9 milioni di persone a Gaza sono costrette a vivere in campi di tende da anni, mentre Israele ormai controlla quasi il 60% della Striscia.
La Festa internazionale dei lavoratori, nota anche come Festa del Lavoro o Primo Maggio, è…
Haifa Bassam Abu Shamleh, violoncellista e grafica informatica di Gaza, oggi fa musica per la sua gente, davanti al mare.
I palestinesi di Gaza e della Cisgiordania occupata hanno partecipato alle elezioni comunali, la prima…
Le elezioni a Gaza, le prime dopo 22 anni e un genocidio, dicono che desideriamo riprenderci in mano il futuro.
Nei campi sfollati di Gaza, i roditori entrano nelle tende, mordono i bambini e provocano malattie e infezioni. Eman Abu Zayed.
I bambini nelle incubatrici di Al Shifa quando l’ospedale fu attaccato da Israele sono stati strappati alla loro identità per sempre.
In occasione della Giornata dei prigionieri palestinesi, pubblichiamo in italiano il rapporto della Palestinian Prisoner’s Society.
Il 17 aprile è la Giornata dei prigionieri palestinesi. Eman Abu Zayed racconta alcune fra le loro storie.
La fame a Gaza è tornata e colpisce soprattutto le donne, costrette al digiuno per sfamare i figli e a inventare nuovi lavori per sopravvivere.
È solo grazie all’incredibile coraggio dei giornalisti di Gaza se il genocidio del popolo palestinese non è avvenuto nel più totale silenzio.
Dai matrimoni precoci a depressioni mute, un’intera generazione di giovani a Gaza sta crescendo trascinando con sé i segni del genocidio.
Il movimento BDS è nato nel cuore della società palestinese, ed è in Palestina, a Gaza in particolare, che ritrova la sua ragione di esistere.
Il comparto della pesca di Gaza, che impiegava migliaia di persone, è stato quasi interamente cancellato da Israele dal 7 ottobre a oggi.
La Torre italiana di Gaza è stata distrutta da Israele nel 2014, ricostruita e ridistrutta nel 2025: uno spregio anche alla cooperazione.
Il Ramadan di quest’anno si chiude con la moschea Al Aqsa di Gerusalemme blindata per l’Eid, e la libertà di culto sfacciatamente negata.
Noi abitanti di Gaza non chiediamo più compassione: esigiamo il diritto umano fondamentale di esistere.
L’agricoltura di Gaza è al collasso: oltre il 90% dei terreni è distrutto o improduttivo. La crisi ambientale ed economica durerà decenni.
La guerra israeliana sull’Iran non risparmia i palestinesi. A Gaza, con il valico di Rafah di nuovo chiuso, è tornato il terrore della fame.
Le storie delle famiglie sfollate in Libano riecheggiano ciò che noi palestinesi di Gaza abbiamo vissuto e continuiamo a sopportare.
Nella Giornata internazionale della donna, una dedica della scrittrice di Gaza Mayss Mohammad alla forza e alla resistenza di sua madre.
I paramedici di Gaza e il personale della protezione civile hanno trasportato su di sé il peso immane di un genocidio, e oggi il trauma erompe.
Quasi tutto il patrimonio librario di Gaza è andato distrutto, ma molte persone hanno fatto di tutto in questi anni per proteggere i libri.
Durante l’iftar, spezzando il digiuno, lasciamo vuote le sedie per i morti di Gaza, ricordando persone e intere famiglie spazzate via.
Il racconto intimo di un Ramadan a Gaza, dove i mercati non sono vuoti, nonostante le ristrettezze, ma a essersi svuotata è l’anima.
La piccola Hour ha vissuto tutta la sua vita nel genocidio, contraendo un cancro e malformazioni, aspettando un’evacuazione che non arriva mai.
A Gaza gli uomini adulti soffrono la perdita del lavoro e un declassamento sociale totale, mentre continuano a cercare di sfamare le loro famiglie.
